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Provincia di Torino: no ad impianto fotovoltaico

11/03/2013 | Realtà locali
Si vuole creare un parco fotovoltaico di 70 ettari liberi, all'interno di un poligono.

“Comprendo le necessità del ministero della Difesa di valorizzare e far rendere al massimo le sue proprietà in tutta Italia, ma pretendere di realizzare un grandissimo parco fotovoltaico consumando 70 ettari di terreno libero tra Lombardore e San Francesco al Campo ai bordi del parco della Vauda è inaccettabile. Mi chiedo e chiederò formalmente al Demanio perché non coprono di pannelli fotovoltaici i tetti delle centinaia e centinaia di caserme invece di occupare suolo libero. Sono fermamente contrario a questa operazione che devasta una delle ultime zone naturali libere del territorio”.

E’ quanto dichiara il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, che ha esaminato il progetto durante la seduta della Giunta. L’iter della vicenda, sintetizzato dall’assessore provinciale all’Ambiente Roberto Ronco, comincia mesi fa quando il Demanio mette a gara in tutta Italia lotti di sua proprietà ed affida ad imprenditori privati la realizzazione di impanti fotovoltaici.

Nel territorio della provincia torinese individua 70 ettari del poligono di Lombardore, prima in zona Sic (Sito di interesse comunitario), poi dopo i primi pareri contrari in una zona limitrofa, ai confini tra i territorio di Lombardore San Francesco al Campo. “Vicino alle case, dove c’è un’ampia fruizione a piedi, a cavallo, in bici” spiega l’assessore Ronco preoccupato perché, dice, “la Provincia è favorevole all’energia pulita, ma non sfruttando terreni liberi”.

Saitta non ha dubbi: “E’ gravissimo - dice - che sia lo Stato attraverso il Demanio militare a monetizzare 70 ettari di suolo ancora libero con un’operazione commerciale che se pur legittima condiziona l’ambiente in modo così pesante. Scriverò anche al ministro Clini per capire se ne sia informato e cosa ne pensi come tecnico dell’ambiente”.

Conclude Saitta: “Gli abitanti della zona si stanno mobilitando e fanno molto bene: la Provincia di Torino è politicamente contraria a questa operazione, che si può fare con altre modalità su tetti di caserme e capannoni militari; non vogliamo assumere il ruolo di passacarte tra il ministero della Difesa e la Regione Piemonte, ci faremo sentire”.