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“Ultimo miglio”: la mobilità delle merci tra innovazione e ambiente

06/12/2012 | Ambiente
Soltanto un’impresa italiana su quattro, nel contempo, risulta interessata ai nuovi sistemi di mobilità elettrica

Le aziende sono consapevoli che il trasporto delle merci sia un elemento di forte criticità economica, sociale e ambientale, tanto da mettere la ricerca di una logistica sostenibile al primo posto (34,8%) nelle priorità dell’agenda futura. Anche se, per ragioni di costo-opportunità, non lo vedono un tema attualmente percorribile.

Soltanto un’impresa italiana su quattro, nel contempo, risulta interessata ai nuovi sistemi di mobilità elettrica applicati allo spostamento delle merci. Crisi economica (33,7%) ed eccessiva burocrazia (28,3%) sono i principali ostacoli agli investimenti in questo settore, in un momento in cui la recessione morde forte e le tematiche relative alla sostenibilità sono viste più come una leva di marketing che come un driver per il profitto. 

Sono questi i principali risultati dell’indagine effettuata da Nomisma per Pentapolis, associazione per la responsabilità sociale e lo sviluppo sostenibile, che, insieme ad EcCo! – Ecological Courier, promuove “Ultimo miglio - Logistica urbana sostenibile” (www.ultimomiglio.org), un progetto presentato in un seminario tenutosi a Roma, al quale hanno partecipato le più importanti associazioni di categoria. Un’occasione per mettere le politiche ambientali e della mobilità al centro del dibattito, presentando le soluzioni concrete intraprese dalle amministrazioni pubbliche e dalle imprese, in uno scenario in cui il sistema dei trasporti è uno dei fattori che più contribuisce alla crescita e alla competitività delle città.

Un momento di confronto e conoscenza tra i vari attori coinvolti, e che vedrà la nascita di un Osservatorio permanente per arrivare alla redazione di un vero e proprio manifesto, che incentivi e diffonda le best practices. Un rinnovato livello di attenzione nei confronti della mobilità sostenibile delle merci può dunque essere favorito da un crescente interesse, culturale e politico, verso nuove dimensioni di centralità urbana: rigenerazione, riqualificazione, efficientamento, valorizzazione; e dal conseguente aumento della distribuzione dei prodotti e servizi in ambito urbano.

Sulla base delle tendenze in atto e dell’evoluzione dello scenario futuro, il Libro Bianco 2011 della Commissione europea sui trasporti avverte che “lo status quo non è sostenibile”. In particolare, in assenza di nuove politiche messe in campo su tutti i livelli di governance (dal pubblico al privato, dal locale al sovranazionale), l’attività totale di trasporto continuerà presumibilmente a crescere di pari passo con l’attività economica.

Per il trasporto merci, le proiezioni indicano, rispetto al 2005, un aumento dell’attività di circa il 40% nel 2030 e di poco superiore all’80% entro il 2050. In base alle proiezioni, i costi della congestione, non solo urbana, aumenterebbero di circa il 50% entro il 2050 fino a raggiungere quasi 200 miliardi di euro all’anno. In questo scenario, la quota delle emissioni di inquinanti atmosferici riconducibile ai trasporti continuerebbe ad aumentare, raggiungendo il 38% entro il 2030 e quasi il 50% entro il 2050, rispetto al totale delle emissioni in ambito Unione europea. A causa dell’assenza di politiche incentivanti, l’uso delle energie rinnovabili nei trasporti salirà a un modesto 13% entro il 2050 e la propulsione elettrica non riuscirà ad affermarsi in maniera significativa nel trasporto stradale.

“Innovazione, qualità e sviluppo di sistemi di trasporto sostenibili devono diventare sempre più parte della nostra cultura, perché solo comprendendone a fondo l’impatto sul quotidiano si potranno raggiungere risultati fondamentali per una conversione ecologica dell’intera economia di settore – sottolinea Massimiliano Pontillo, presidente di Pentapolis. “Ultimo Miglio vuole promuovere un network dedicato alla ricerca di soluzioni efficienti ed efficaci, in grado di raggiungere elevati e soddisfacenti livelli di servizio, che riducano tutti gli sprechi di risorse per l’industria del trasporto merci. L’obiettivo è quello di stabilire reti complesse ed estese tra diverse entità, riconoscerne i fabbisogni comuni individuando soluzioni intelligenti che portino a un reciproco vantaggio, raggiungendo in tal modo dimensioni e masse critiche sufficienti per accrescere la competitività del sistema e delle imprese ad esso correlate”.