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“Fairtrade”, il commercio equo certificato non conosce crisi

27/04/2012 | Visioni
Il commercio equo e solidale avanza, nonostante la crisi. Tra i prodotti, premiate le produzioni biologiche.

“Gli italiani spendono meno ma spendono meglio. È questo il dato che, nonostante la perdurante crisi economica, Fairtrade Italia registra dal suo osservatorio. La crescita delle vendite nel 2011 testimonia la grande attenzione degli italiani al consumo responsabile. Con la loro spesa, i consumatori garantiscono dignità del lavoro e opportunità per il futuro a 1,2 milioni di lavoratori e alle loro famiglie nei Paesi del Sud del mondo”.

E’ quanto dichiara Andrea Nicolello-Rossi, presidente Fairtrade Italia, consorzio costituito da organismi del terzo settore, come Legambiente, Arci, Acli, Banca Etica, Movimento Consumatori, che gestisce il marchio internazionale di certificazione dei prodotti del commercio equo, “Fairtrade”, appunto.

Un logo che assicura una lavorazione di prodotti senza causare sfruttamento e povertà nel Sud del mondo. Il sistema garantisce un prezzo equo e stabile ai produttori dei Paesi in via di sviluppo (“Fairtrade Minimun Price”) e un margine aggiuntivo da investire in progetti sociali e sanitari per le comunità e il rispetto delle colture locali (“Fairtrade Premium”). Secondo gli ultimi dati, i consumatori italiani premiano questo genere di prodotti, avendo portato il valore totale delle vendite nel 2011 a 57,5 milioni di euro, otto milioni in più rispetto all’anno precedente.

Nonostante la difficile situazione economica, la scelta a favore di un consumo equo e responsabile si consolida, con una crescita del 16,5% rispetto al dato 2010. Va aggiunto che il 54% del valore dei prodotti Fairtrade venduti nel 2011 è biologico, con una crescita netta del 16% rispetto al dato 2010 in volume. Tra i prodotti biologici con i migliori risultati, spiccano i biscotti e altri snack (+91%) e il tè (+83%).

Grande crescita anche per le banane (bio e non), cresciute del 47%. Bene anche le rose (+54%), grazie soprattutto alle campagne mirate organizzate da Fairtrade Italia in occasione di ricorrenze come la “Festa della mamma”. Le rose commercializzate in Italia sono coltivate prevalentemente nei Paesi del Sud del mondo, assicurando alle lavoratrici coinvolte diritti, equa retribuzione, tutela sul luogo di lavoro. Da segnalare anche la crescita repentina di yogurt e gelati.

“Certificazione, standard e tracciabilità: ecco cosa assicura il marchio internazionale Fairtrade – spiega Paolo Pastore, direttore operativo di Fairtrade Italia. “Sempre più richiesto dai consumatori nei punti vendita, il marchio di certificazione Fairtrade è uno strumento di cui si avvale un numero sempre maggiore di aziende di importazione, trasformazione e produzione Italiane per sviluppare nuovi prodotti. Parte degli ottimi risultati di vendita è, infatti, dovuta al proficuo incontro fra ottime materie prime eque certificate Fairtrade e la qualità del made in Italy – conclude Pastore.