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“Cibo, la sfida globale”, il nuovo libro di Paolo De Castro

03/06/2015 | Editoria
Vincere la fame dipende dal mutamento delle diete alimentari determinato da migliori condizioni di vita

Si chiama “Cibo, la sfida globale” il nuovo libro di Paolo De Castro, già ministro delle Politiche agricole, oggi coordinatore S&D della Commissione agricoltura e sviluppo rurale al Parlamento europeo. Il volume, edito da Donzelli Editore, da poche settimane è in vendita nelle librerie.

Nel corso della presentazione del libro a Bologna, presso Nomisma, la domanda iniziale posta dall’autore è stata: “Riusciremo ad affrontare la sfida globale sul cibo?”. De Castro ha quindi sottolineato che si tratta di una sfida enorme, generata non tanto dal cambiamento dei numeri legati all’incremento demografico mondiale, quanto al mutamento delle diete alimentari determinato dalle migliori condizioni di vita di popolazioni fino all’altro ieri povere che oggi, anziché proteine di origine vegetale, chiedono invece sempre più proteine di origine animale. Ricchezza, consumi, spreco.

Presente all’evento anche Romano Prodi. L’ex premier ha detto: “Oggi, a livello mondiale, un quarto del cibo va buttato, così ci ritroviamo con Paesi come gli Stati Uniti dove la ricchezza alimentare è enorme, e altri come la Cina che al suo interno non troverà mai le risorse per sfamare la sua popolazione. I numeri lo confermano: a fronte del 6-7 per cento di terra arata si contrappone il 20 per cento della popolazione mondiale. Ecco spiegato allora il motivo per il quale la Cina, ma anche la Corea del Sud, si stanno spostando verso l’Africa per accaparrarsi terra da coltivare”.

“Il tasso di crescita della domanda alimentare, oggi, a differenza del passato è superiore all’offerta – ha aggiunto De Castro – ed è un problema che, se non nell’immediato, riguarderà anche noi: sono quindi le politiche che vanno cambiate. La nuova Pac non è esattamente al pari dei problemi che dovremo affrontare – ha concluso – perché ha un’impronta più vicino al concetto di abbondanza e perché quel 7 per cento di superficie agricola europea incolta è una percentuale troppo alta”. La prefazione del libro è firmata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi.