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“Cheese” a Bra: la “resistenza casearia”

30/07/2015 | Realtà locali
A “Cheese” ci sono mille modi per conoscere chi resiste nonostante le pressioni

Non mancano mai a “Cheese”, la manifestazione che anche quest’anno si svolgerà a Bra, in Piemonte, dal 18 al 21 settembre, per raccontare le loro storie di resistenza casearia. E quest’anno lo faranno con un motivo in più: dichiarare il proprio no ai formaggi con il latte in polvere. Sono le centinaia di pastori, casari e affinatori provenienti da tutto il mondo che ogni due anni scelgono la manifestazione organizzata da Slow Food Italia e Città di Bra per far conoscere i loro formaggi e far sentire la propria voce. Come quella di Serena Di Nucci, 26 anni, casara da 11 generazioni nel cuore dell'Appennino molisano, che afferma: “Io dico no al latte in polvere nei formaggi perché non farei un prodotto eticamente buono. Significherebbe polverizzare me stessa, le mie radici, il mio territorio”.

Grazie ai nostri pastori e casari e alla testimonianza di tutti i consumatori che vogliono continuare a mangiare formaggi fatti con il latte, la petizione lanciata da Slow Food ha superato in pochissimi giorni le 110 mila firme.

A “Cheese” ci sono mille modi per conoscere chi ancora resiste nonostante le pressioni delle grandi corporation, come le degustazioni guidate dei Laboratori del gusto: 36 appuntamenti per risalire lungo l’affascinante percorso del latte, dalle nostre tavole fino agli alpeggi e ai pascoli.

Testimoni d’eccezione di “Cheese” 2015 saranno quindi i giovani pastori e casari, a cavallo fra la tradizione dei loro avi e un’economia sempre più vorace. I loro racconti aiutano a comprendere il valore della scelta di chi è rimasto (o è ritornato) in montagna per costruirsi lì una vita, oltre che un mestiere. Tra questi molte le ragazze, come quelle che nel laboratorio “Le donne del latte”, che raccontano il volto in rosa di questa rivoluzione.

I confini del viaggio verso le sorgenti del latte spaziano dalla Spagna, paese protagonista di questa edizione, fino all’Inghilterra e all’Europa dell’Est. Le tappe di questo percorso non sono scontate: dai laboratori sulle tecniche degli affinatori, che con pazienza arricchiscono di sfumature insolite gli aromi dei formaggi, agli appuntamenti dedicati alle mille declinazioni della pasta filata. E infine, il meglio dei formaggi tradizionali d’alta quota, con le loro storie fatte di passione e di resistenza.

Oltre alle eccellenze casearie italiane e internazionali, che ricordano il ruolo fondamentale delle razze bovine e ovine rustiche e le caratteristiche uniche del latte crudo, il programma di “Cheese” 2015 offre moltissime curiosità, dai formaggi “ubriachi” fino agli accostamenti spericolati con la pasticceria.

E a proposito di abbinamenti poco comuni, in questa edizione non c’è che l’imbarazzo della scelta. Chi è abituato a pensare solo al vino per accompagnare il formaggio ha molte occasioni di ricredersi, assaggiando per esempio gli incontri tra whiskey e formaggi irlandesi, tra grappe, formaggi e sigari toscani. E poi erborinati e gin, vodka o addirittura rum, e naturalmente l’abbinamento perfetto con le birre artigianali, ovviamente di montagna.