Alto Adige: successo del primo Forum sull’acqua potabile

L’Alto Adige si trova in una situazione felice per quanto attiene l’approvvigionamento idrico potabile, ma è necessario mantenere alta la guardia per salvaguardare la qualità di questo bene prezioso.

L’Alto Adige si trova in una situazione felice per quanto attiene l’approvvigionamento idrico potabile, ma è necessario mantenere alta la guardia per salvaguardare la qualità di questo bene prezioso. Questo quanto ha affermato l’assessore provinciale all’ambiente di Bolzano, inaugurando il primo Forum dell’acqua potabile tenutosi nei giorni scorsi presso la “Lanserhaus” ad Appiano.

Il primo Forum sull’acqua potabile ha avuto un tema intrigante: “Ehec, Uranio, Norovirus: nuove sfide per i gestori degli acquedotti idropotabili. Qual è la situazione in Alto Adige?”. E’ stato organizzato dal l’Ufficio gestione risorse idriche dell’Agenzia provinciale per l’ambiente in occasione della Giornata mondiale dell’acqua.

L’approvvigionamento idrico potabile pubblico altoatesino vanta 1.700 sorgenti e 100 pozzi, 500 acquedotti per una lunghezza di circa quattrocento chilometri. Per la salvaguardia delle sorgenti negli ultimi anni sono state previste 360 aree di tutela dell’acqua potabile per complessivi 470 chilometri quadrati. In tal modo sono state poste sotto tutela circa la metà di tutte le sorgenti di riferimento della rete idrica potabile pubblica, come ha fatto presente l’assessore provinciale all’ambiente, Michl Laimer.

L’assessore ricordando come l’acqua sia una risorsa naturale di inestimabile valore, ha sottolineato che in provincia di Bolzano la gestione idrica funziona perché è in mano pubblica. Non basta che l’acqua potabile sia disponibile in grandi quantità; ne deve essere garantita la purezza e lo standard qualitativo in modo efficace e duraturo.

Le aree di tutela dell’acqua potabile introdotte sei anni fa, come ha riferito Thomas Senoner dell’Ufficio gestione idrica nel suo intervento, garantiscono che l’acqua potabile pubblica sia disponibile anche in futuro in quantità sufficiente e di qualità dal punto di vista della sua purezza. È valsa la pena introdurre tali aree di tutele idrica, come ha proseguito, facendo presente come ora la sfida sia quella della presenza di nuovi agenti patogeni nell’acqua potabile, da un lato, e dei nuovi limiti di ammissibilità di concentrazione dei metalli pesanti, dall’altro, senza però creare allarmismi.

A tal riguardo hanno fornito delucidazioni Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio biologico provinciale di Laives e Ilse Jenewein della “Arbeitsgemeinschaft Umwelthygiene” di Innsbruck. L’acqua potabile distribuita dalla rete idrica pubblica in Alto Adige, come ha fatto presente Wilfried Rauter, direttore dell’Ufficio risorse idriche, è quasi esclusivamente acqua non trattata e rappresenta pertanto un prodotto naturale al cento per cento.

In termini di volume il 60 per cento dell’acqua potabile proviene da sorgenti, il 40 per cento da pozzi. I numerosi partecipanti al primo Forum sull’acqua potabile, che dovrebbe essere riproposto ogni anno nei vari circondari in concomitanza con la Giornata mondiale dell’acqua, hanno avuto la possibilità di visitare significativi acquedotti potabili come il cunicolo idropotabile “Forcolana”, situato nell’ammasso roccioso della Mendola e l’impianto di sorveglianza idropotabile del Comune di Caldaro.