Alla fiera di “Vita in campagna” dati sul fenomeno dell’agricoltura amatoriale

L’agricoltura amatoriale è una realtà in costante crescita in Italia.

L’agricoltura amatoriale è una realtà in costante crescita in Italia. È ciò che emerge dalla ricerca, promossa da Nomisma, che sarà presentata il 30 marzo a Montichiari (Brescia) in occasione della seconda edizione della fiera di “Vita in campagna”.

Dalle prime anticipazioni dell’indagine, effettuata nel 2012 su un campione rappresentativo a livello regionale delle famiglie italiane, si rileva infatti che il 2,4% della popolazione italiana con più di diciotto anni (oltre 1,2 milioni) cura un fondo agricolo. Dalla ricerca, inoltre, emerge che circa 2,7 milioni di persone, pari al 5,3% della popolazione maggiorenne, coltivano un orto.

“La ricerca conferma che l’agricoltura amatoriale è una realtà diffusa ed evidenzia come coloro che dedicano il proprio tempo libero ad attività di produzione di prodotti agricoli e cura del verde senza fini commerciali siano un fenomeno in continua crescita – afferma Giorgio Vincenzi, direttore responsabile di “Vita in campagna”, a due anni di distanza dalla prima ricerca con Nomisma, che aveva portato alla ribalta il fenomeno. In un momento difficile per l’economia italiana, l’autoproduzione di ortaggi e frutta costituisce la “molla” principale per mettere mano a sementi e motozappe.

Tuttavia, circa un quarto degli agricoltori amatoriali dichiara di praticare una qualche forma di allevamento (in prevalenza di animali di bassa corte come polli, anatre, tacchini, conigli) e il 70% realizza processi di piccola trasformazione (olio, conserve vegetali, marmellate, vino, ecc.).

Una produzione su piccola scala che gli agricoltori amatoriali utilizzano per se stessi, motivati dalla ricerca di uno stile di vita e di un’alimentazione più sani; il 92% degli italiani intervistati dichiara infatti di consumare frutta e ortaggi per autoconsumo o per regalarli ad amici e parenti. Inoltre, le prospettive di medio e breve periodo rafforzano tale scenario, poiché il 58% si mostra non interessato a ricavare reddito dall’attività svolta.

Ma chi sono gli agricoltori amatoriali? La coltivazione di un terreno agricolo interessa categorie sociali molto differenziate, anche se i profili prevalenti sono quelli di pensionati (36%), impiegati (19%), operai (14%), casalinghe (6,3%), dipendenti pubblici e liberi professionisti (entrambi pari al 4,3%). L’impegno nei confronti di tale attività non è sporadico: circa l’80% afferma di coltivare il terreno da più di cinque anni e ben il 40,5% vi dedica tra le cinque e le quindi ore a settimana. “La peculiarità di questo studio è che ha permesso di mappare e ricostruire il numero di agricoltori per passione, di coltivatori di orti e curatori di giardini, di descrivere e misurare i risvolti socio-economici ed ambientali collegati a tali soggetti, oltre che altri aspetti specifici su cui non esistono dati e informazioni di dettaglio” anticipa Massimo Spigola di Nomisma.

Le principali tipologie di prodotti acquistati per l’esercizio dell’attività di coltivazione sono piccole piantine che possono essere trapiantate (73,8%), sementi (61%), concimi (56%) e prodotti per la protezione delle piante stesse (50,3%).

Per quanto riguarda invece il possesso di attrezzature specifiche, come ad esempio decespugliatori, motoseghe, piccoli trattori, motozappe, ecc., si rileva come circa il 95% degli agricoltori per passione detiene almeno un’attrezzatura che, nel 66% dei casi, viene acquistata nuova, relegando l’affitto o il prestito da amici a pochi casi.

Insomma, l’agricoltore amatoriale è disposto a spendere anche in momenti di crisi, pur di soddisfare la propria passione.