Agroalimentare, la crisi fa rallentare la produzione

Il rapporto dell’Ismea "Tendenze" relativo ai diversi settori dell'agroalimentare italiano per il primo semestre 2012 rileva che cala la produzione dell'industria alimentare italiana, in presenz

Il rapporto dell’Ismea "Tendenze" relativo ai diversi settori dell'agroalimentare italiano per il primo semestre 2012 rileva che cala la produzione dell'industria alimentare italiana, in presenza di una domanda interna in evidente difficoltà e di un export che, almeno verso i Paesi comunitari, non garantisce gli stessi ritmi di crescita dello scorso biennio.

L’aumento dei prezzi al consumo e il conseguente calo del potere d’acquisto delle famiglie, senza tralasciare la maggiore pressione fiscale e il progressivo deterioramento delle prospettive sul mercato del lavoro mostrano con evidenza il loro impatto sui consumi finali delle famiglie che, dopo la stagnazione del 2011, accusano un sensibile calo, almeno sulla base dei dati relativi al primo trimestre 2012.

Scendono anche i consumi dei prodotti alimentari, seppure a un ritmo inferiore. Una conferma di come gli effetti della crisi si riflettano sugli acquisti alimentari delle famiglie italiane, viene dalla rilevazione Ismea/Gfk-Eurisko che, per il I semestre 2012, registra un calo dei volumi domandati dello 0,7% e un aumento della spesa dello 0,6% rispetto al I semestre 2011.

Tra i principali comparti, risultano in contrazione gli acquisti in volume di latte e derivati (-2,6%), ortofrutta (-1,2%), prodotti ittici (-2,2%), vini e spumanti (-1,8%). Sostanzialmente stabili i volumi domandati per derivati dei cereali e carne e derivati (entrambi +0,1%), mentre una lieve crescita si registra per bevande analcoliche e alcoliche (+0,4%). In particolare, spiega l'Istituto, il deterioramento del potere d'acquisto delle famiglie si sta riflettendo anche sui consumi alimentari, un tempo ritenuti incomprimibili. Di fronte alla contrazione della domanda interna, l'unico motore resta l'export sostenuto soprattutto dalla domanda extra Ue che, tuttavia, incide per meno di un terzo sul totale delle spedizioni oltre frontiera. Rispetto al 2011, l'export agroalimentare mostra comunque un minore dinamismo, complice il rallentamento della crescita economica e del commercio mondiale.

I dati Istat relativi ai primi cinque mesi del 2012 indicano un incremento in valore del 4,2% su base annua, con la prospettiva, secondo le stime Ismea, di un'ulteriore decelerazione della crescita delle esportazioni nei primi nove mesi del 2012 (+3,9%).

Tra i prodotti più rappresentativi del Made in Italy, avanzano nei primi quattro mesi dell'anno – periodo per il quale è disponibile il dettaglio delle dinamiche settoriali – le esportazioni in valore di vini e spumanti (+6,2% su base annua), preparazioni di ortaggi, legumi e frutta (+9,1%), pasta (+7,6%), formaggi e latticini (+3,9%), prodotti della panetteria, biscotteria e pasticceria ( +11,9%), prodotti dolciari a base di cacao (+15,7%) e salumi (+7,1%).

Al contrario si evidenzia un andamento negativo per la frutta fresca a secca (-7,4%), per gli ortaggi freschi ( -4,8%) e per l'olio di oliva ( -2,8%).