Agroalimentare a pieno regime anche durante la pandemia

L’Italia dell’agroalimentare non si è fermata nemmeno durante il lockdown. Sotto la vigilanza dell’ Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (Icqrf), le filiere hanno prodotto negli ultimi tre mesi ben 1,86 milioni di cosce di prosciutto marchiate; 3,8 milioni di vaschette di prosciutto o ancora 1,35 milioni di forme di formaggio marchiate e 6,27 milioni di kg di formaggio grattugiato, oltre un milione di litri di olio; quasi 15 milioni di litri di aceto balsamico di Modena;

L’Italia dell’agroalimentare non si è fermata nemmeno durante il lockdown. Sotto la vigilanza dell’ Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (Icqrf), le filiere hanno prodotto negli ultimi tre mesi ben 1,86 milioni di cosce di prosciutto marchiate; 3,8 milioni di vaschette di prosciutto o ancora 1,35 milioni di forme di formaggio marchiate e 6,27 milioni di kg di formaggio grattugiato, oltre un milione di litri di olio; quasi 15 milioni di litri di aceto balsamico di Modena; 500mila kg di riso e 1,3 milioni di kg di ortofrutta.

Ma non basta, c’è dell’altro. Sono stati certificati ben 2,12 milioni di ettolitri di vino di qualità, l’equivalente di circa 283 milioni di bottiglie con il Prosecco che, su tre denominazioni, è stato il vino più certificato: 580mila ettolitri pari a quasi 77 milioni di bottiglie.

Neanche il biologico ha conosciuto soste. Il comparto ha visto l’ingresso, in questo periodo, di 998 nuovi operatori per una superficie pari a 26.960 ettari.

Da Via XX Settembre trapela cauto ottimismo. “Con i 150 milioni di euro stanziati nel Cura Italia per il Piano di promozione integrata rilanceremo all’estero i consumi delle nostre produzioni agroalimentari di qualità, vanto del Made in Italy, non appena le misure anti-Covid19 lo permetteranno – ha  infatti dichiarato il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate"