Agricoltura europea, non è vita per i giovani

Il sospetto era già fortemente radicato, ma ora uno studio della Commissione Europea lo conferma in via ufficiale: gli agricoltori europei under 35 sono una razza in via di estinzione.

Il sospetto era già fortemente radicato, ma ora uno studio della Commissione Europea lo conferma in via ufficiale: gli agricoltori europei under 35 sono una razza in via di estinzione.

In base ai dati Eurostat del periodo 2000 – 2007, i coltivatori europei sono calati del 15,3% ed i giovani addirittura del 47%, cioè si sono dimezzati. In tutto, si stima che gli under 35 che hanno scelto la dura vita dei campi siano il 6% del totale, ma la forchetta è molto ampia: si va dall'oltre 12% (Polonia) fino ad una cifra inferiore al 2% (Portogallo).

E in Italia come va? Maluccio, siamo al 3%. Ma quei pochi giovani si fanno valere: hanno un'azienda mediamente più grande, guadagnano il 26% in più dei loro predecessori ed ottengono risultati molto più lusinghieri circa l'organizzazione del tempo e del lavoro. I quasi 14 milioni di produttori agricoli dell'Europa a 27 si spartiscono complessivamente più di 13 milioni di ettari di sau. Il ricambio generazionale è ancora troppo lento e le produzioni europee soffrono di competitività anche per questo.

Chi fa di più per invertire la tendenza? Francia e Belgio sono i paesi che spendono di più per favorire il primo insediamento. In Italia tale misura insiste sui psr, e nel periodo considerato si è speso mediamente cento milioni di euro l'anno. La proposta di riforma della Pac introduce sicuramente nuovi elementi, fra cui la maggiorazione del 25% per i primi 5 anni nei pagamenti diretti in favore delle aziende guidate dai giovani agricoltori; sul secondo pilastro il cofinanziamento 80/20 sul primo insediamento, oltre alla possibilità di attivare dei sottoprogrammi specifici per i giovani.

Certo il problema del ricambio generazionale rimane serio. A sorpresa, lo studio rivela che il maggiore ostacolo sta nella scarsa volontà degli over 55 di  "passare la mano", e non nella scarsa vena dei giovani. Lo indica anche un altro indicatore importante, la richiesta di formazione agraria completa nel corso del ciclo di studi.