A Fukushima scoperto riso radioattivo

Livelli sopra la norma di cesio radioattivo sono stati scoperti nel riso coltivato vicino la centrale atomica di Fukushima, in una fattoria a 60 chilometri dall’impianto in zona Onami, dove sono presenti 154 aziende agricole. E’ quanto riporta l’emittente inglese Bbc.

Livelli sopra la norma di cesio radioattivo sono stati scoperti nel riso coltivato vicino la centrale atomica di Fukushima, in una fattoria a 60 chilometri dall’impianto in zona Onami, dove sono presenti 154 aziende agricole. E’ quanto riporta l’emittente inglese Bbc.

Nella corrispondenza da Tokyo di Roland Buerk, giornalista di Bbc News, si riferisce che il governo sta pensando di vietare le spedizioni dalla zona dove è stato trovato il cesio. E' la prima volta che accade dopo il disastro di marzo scorso e ora il governo nipponico sta valutando se proibire tutte le spedizioni dall’area. I campioni testati, nel dettaglio, hanno evidenziato livelli di radioattività pari a 630 becquerel al chilo, mentre il limite massimo è di 500 becquerel. Tuttavia in altre fattorie, dai controlli effettuati tra settembre e ottobre, sono state trovate quantità di cesio comprese tra 28 e 136 becquerel, quindi decisamente minori, per quanto presenti. Negli ultimi mesi si stanno moltiplicando gli allarmi sulle radiazioni nei prodotti alimentari in Giappone, in particolare nei comparti delle carni, nei funghi e nel tè verde, ma anche in altri prodotti.

Tuttavia mai prima d’ora si era parlato del riso, prodotto particolarmente diffuso in terra nipponica. I governi locali nelle zone rurali stanno creando centri specializzati in test chimici per cercare di garantire che i prodotti contaminati non entrino nella catena alimentare. La scorsa settimana l’amministrazione metropolitana di Tokyo ha intrapreso anche prove su campioni acquistati nei negozi della capitale nel tentativo di rassicurare ulteriormente i consumatori, che non possono certo sottrarsi all’ansia e alla diffidenza nella scelta dei prodotti alimentari. La scoperta mette in luce anche le difficoltà di monitoraggio della radiazione, ormai estesasi in tutto il Giappone orientale, causa soprattutto i venti e la pioggia. Il riso era pronto per essere venduto nei mercati, ma il capo di gabinetto Osamu Fujimura ha assicurato che finora nulla è stato diffuso.

Fukushima: due studi recentemente pubblicati consentono di stendere la mappa dell'inquinamento radioattivo. Sul fronte delle ricerche scientifiche, c’è da registrare la pubblicazione di due studi su Pnas, Proceedings of the national academy of sciences. Il primo, coordinato da Norikazu Kinoshita dell’Università di Tsukuba, è frutto della raccolta, tra marzo e maggio, di diversi radionuclidi (cesio, iodio, tellurio e stronzio) nel Giappone centro-orientale, focalizzando tra le prefetture di Fukushima, Iitate e Naka-Dori il territorio maggiormente contaminato. Causa primaria della dispersione sono state le piogge, in particolare quelle di marzo. Le misurazioni registrano valori fino a 130 volte superiori rispetto a quelli registrati negli anni '50-'60, quando c’erano ancora gli effetti dei test nucleari condotti in atmosfera. Il secondo studio, coordinato da Teppei Yasunari del Goddard Earth Sciences Technology and Research Center, incentrato sul modello teorico Flexpart che stima le dinamiche di dispersione dei contaminanti radioattivi sul territorio. Gli scienziati hanno costruito mappe di diffusione del cesio-137 che abbracciano l'intero Giappone. L'area più colpita sarebbe quella a nordovest della centrale di Fukushima, dove i depositi di cesio-137 ammonterebbero a 600 kBq∕m2. Il cesio-137 permane negli strati superficiali del terreno anche per sei anni. Da qui, forse, la spiegazione per il riso contaminato. Una condizione, comunque, che sta danneggiando irrimediabilmente il settore agricolo di tutto il Paese nipponico.